Aforismi sulla mindfulness Una serie di riflessioni, piccoli frammenti di esperienza di persone che pur avendo background diversi sono accomunati dalla pratica di coltivazione di consapevolezza Il momento presente cambia così rapidamente che spesso non ci accorgiamo nemmeno della sua esistenza. Ogni momento mentale è come un'immagine d'una serie che passa attraverso un proiettore: alcune immagini vengono dalle impressioni sensoriali, altre vengono dalla memoria delle esperienze precedenti o dalle fantasie sul futuro. La presenza mentale è una specie di fermo-immagine che ci mette in condizione di diventare coscienti delle sensazioni ed esperienze così come sono, senza la deformante colorazione delle risposte socialmente condizionate o delle reazioni abituali.
(Henepola Gunaratana)


La consapevolezza non è soltanto una parola, ma un significativo stato mentale. Significa che dobbiamo essere presenti a noi stessi qui e ora, in questo preciso momento e dobbiamo essere coscienti di ciò che sta accadendo, fuori e dentro di noi. Significa stare attenti alle nostre motivazioni e imparare a cambiare le emozioni e i pensieri da malsani in sani. La consapevolezza è un'attività mentale che a tempo debito elimina tutta la sofferenza.
(Ayya Khema)


Consapevolezza è l'accettazione cosciente ed equilibrata dell'esperienza presente. Non è più complicato di così. È un aprirsi al momento presente per riceverlo, piacevole o spiacevole che sia, così com'è, senza afferrarlo per prenderlo, senza respingerlo per rifiutarlo.
(Sylvia Boorstein)


Essere consapevoli vuol dire esser qui, pienamente coscienti. Se sei pienamente attento, hai un punto di riferimento completo. Di conseguenza sei qui. Ti rapporti direttamente alla situazione attuale, e ciò è precisamente tutto ciò che concerne la meditazione, la pratica della shamatha. Semplicemente esser qui, molto semplicemente, direttamente: comportandoti con molta accuratezza, completamente in relazione col presente, senza riserve.
(Chögyam Trungpa)


La consapevolezza è proprio questo: vivere attimo per attimo con pienezza e senza aggiungervi interpretazione. E’ solo l’attimo. Stai facendo qualcosa di ‘spiacevole’ ma se lo vivi attimo per attimo dov’è che la nozione di ‘spiacevole’ può trovare una base d’appoggio? La consapevolezza è attenzione cosciente al momento presente; avviene nel qui ed ora; è l'osservazione di quel che succede proprio adesso, in questo preciso istante. Sta sempre nel presente, perpetuamente sulla cresta dell'onda fugace del tempo che passa. Se ti ricordi della maestra delle elementari, allora quello è ricordo; quando ti rendi conto che stai ricordando la maestra delle elementari, quella è consapevolezza; e quando concettualizzi il processo e dici tra te e te: «Oh, sto ricordando», quello è pensiero.
(Henepola Gunaratana)


Chiunque plachi i pensieri incessanti, come la pioggia fa con una nube di polvere, con la consapevolezza che deriva dal pensiero placato, raggiunge qui ed ora la dimora della pace.
(Itivuttaka)


Meditazione in azione La libertà non può esserti data da un'agenzia esterna o da una certa autorità superiore. Devi sviluppare una volta per tutte la capacità di comprendere la situazione. In altre parole, devi sviluppare una consapevolezza panoramica, una consapevolezza onnipervadente che comprenda la situazione in quel preciso momento. È questione di comprendere la situazione e aprire gli occhi a quel preciso istante e ciò non è un'esperienza particolarmente mistica o qualcosa di misterioso. Niente affatto. È solo percezione diretta, aperta e chiara di ciò che c'è adesso.
(Chögyam Trungpa)


Una persona che si risveglia è come la luna riflessa nell'acqua: la luna non si bagna, l'acqua non s'increspa. Anche una grande luce si riflette in un poco d'acqua. La luna e il cielo si rispecchiano interamente nella rugiada, anche in una sola goccia. Il risveglio che non turba la persona è come la luna che penetra nella goccia. La persona che non ostacola il risveglio è come la goccia di rugiada che non ostacola il cielo.
(Dogen, "Cadono i fiori")


Vi esorto a non buttare via il tempo, perché è veloce come una freccia, rapido come una corrente. La distrazione è interamente dovuta a mancanza di concentrazione; la stupidita' e la cecita' sono causate dalla mancanza di vera comprensione.
(Yung-Ming Yen-Shou - 905-975)


Immagina d'essere un bimbo che, sdraiato sulla schiena con lo sguardo rivolto al cielo senza nuvole, faccia bolle di sapone con un anello di plastica. Non appena la bolla si stacca, l'osservi mentre s'innalza nel cielo, e così facendo sposti l'attenzione dalla bolla al cielo. Mentre osservi la bolla, questa scoppia, ma l'attenzione per un attimo rimane là dove c'era la bolla. Ecco, in quell'attimo la consapevolezza si posa nello spazio vuoto.
(B. Alan Wallace)


La meditazione è come un singolo pezzo di legno. L'investigazione e l'introspezione sono un'estremità del legno, la calma e la concentrazione sono l'altra estremità. Se sollevi un pezzo di legno, entrambe le estremità si sollevano contemporaneamente. Qual è la concentrazione e qual è l'introspezione? Soltanto questa mente.
(Ajahn Chah,)


Stare attenti vuol dire vivere nel momento presente, non essere imprigionati nel passato e nemmeno anticipare eventi futuri che potrebbero non accadere. Allorché siamo pienamente coscienti del momento presente, la vita si trasforma e l'ansia e lo stress scompaiono. Gran parte della vita se ne va nella febbrile anticipazione delle cose da fare e nella conseguente sospensione d'animo. Dovremmo imparare a fare un passo indietro nella liberta' e possibilita' del presente.
(Bede Griffiths)


La comprensione è migliore della pratica meccanica. Migliore della comprensione è la meditazione. Ma meglio di tutto è lasciar andare l'ansia per il risultato, perché a questo fa immediatamente seguito la pace.
(Bhagavad Gita 12:12)


Consapevole mentre cammina, consapevole mentre sta fermo, consapevole mentre sta seduto, consapevole mentre giace, consapevole nel distendere e raccogliere le proprie membra - in alto, di fianco e in basso - dovunque vada nel mondo, il praticante osserva il sorgere e lo svanire di tutte le cose composte di elementi. Chi vive in questo modo zelante, quieto e non esaltato, sempre mentalmente presente, esercitantesi nella tranquilla consapevolezza, vien definito "costantemente intento".
(Itivuttaka, 111)


Nella meditazione la prima cosa di cui ci rendiamo conto è che non serve cercare; infatti ciò che si cerca è predeterminato da ciò che si desidera...
(J. Krishnamurti)


Tenete le mani aperte, tutta la sabbia del deserto passerà nelle vostre mani. Chiudete le mani, non otterrete che qualche granello di sabbia (Dogen)


Prima del risveglio tagliavo legna e portavo acqua; dopo il risveglio tagliavo legna e portavo acqua.


(Proverbio Zen) Se hai ragione non hai bisogno di gridare.
(Proverbio zen)


Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore; e la nostra famiglia, tutta la società, trarranno beneficio dalla nostra pace.
(Thich Nhat Hanh)


Non potremo mai ottenere la pace nel mondo se trascuriamo il mondo interiore e non facciamo la pace con noi stessi. La pace nel mondo deve scaturire dalla pace interiore. Senza pace interiore è impossibile realizzare la pace nel mondo esteriore. Le armi non sparano da sole. Non sono piovute dal cielo: le ha fatte l'uomo. Ma nemmeno queste armi, queste terribili armi, non possono sparare da sole. Finché vengono lasciate nei depositi non possono fare alcun danno. Ci vuole un essere umano per usarle. Qualcuno deve premere il grilletto. Satana, le forze del male, non possono premere il grilletto. Occorrono degli esseri umani per farlo.
(Riflessioni di Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


La scomparsa totale dei sensi di insicurezza si avra' soltanto quando avrai quella benedetta capacita' degli uccelli del cielo e dei fiori del campo di vivere pienamente, momento per momento, nel presente, per quanto insopportabile questo possa apparire.
(Anthony De Mello)


Il sole brilla senza intenzioni. Non spera elogi né ricompense. Brilla, semplicemente. O, piuttosto, no, ecco: brucia, si consuma nell’eccesso stesso della sua gioia.
(Sukkananda)


Devi comprendere in prima persona, direttamente, la verità su di te. E non puoi realizzarla tramite un altro, per quanto grande sia. Non c'è autorità che possa rivelarla.
(Jiddu Krishnamurti)


Spesso siamo anche noi ad aumentare il nostro dolore e la nostra sofferenza con l'ipersensibilità e l'iperreattività verso cose da nulla, e talvolta prendendo le cose troppo personalmente.
(Dalai Lama)


Tutti i difetti della nostra mente - l'egoismo, l'ignoranza, la rabbia, l'attaccamento, il senso di colpa e tutti gli altri pensieri molesti - sono temporanei, non permanenti e duraturi. E poiché la causa della nostra sofferenza e dei nostri pensieri molesti è temporanea, anche la nostra sofferenza è temporanea.
(Lama Zopa Rinpoche)


A cura di: Loredana Vistarini

(: l.vistar@tiscali.it) e Bianca Pescatori (bianca.pescatori@fastwebnet.it




Spazio Editoriale

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Libri sulla Mindfulness

Bibliografia per gli interessati

Per la pratica

Gunaratana H., La pratica della consapevolezza, Ubaldini
Gunaratana H., La felicità in otto passi, Ubaldini
Goldstein J., Kornfield J., Il cuore della saggezza, Ubaldini
Kabat-Zinn J., Dovunque tu vada ci sei già, Tea
Kabat-Zinn J., Riprendere i sensi, Corbaccio
Kabat-Zinn J., Vivere momento per momento, Corbaccio
Pensa C., Attenzione saggia, attenzione non saggia, Promolibri, Torino
St. Ruth D., Meditazione seduta: provate!, Promolibri, Torino
Salzberg S., L’arte rivoluzionaria della gioia, Ubaldini

Approfondimenti

Achaan Sumedo, Consapevolezza intuitiva, Ubaldini
Goldstein J., La pratica della libertà, Ubaldini
Goldstein J., Un solo Dharma, Ubaldini
Pensa C., La tranquilla passione, Ubaldini
Pensa C., L’intelligenza spirituale, Ubaldini
Salzberg S., Un cuore vasto come il mondo, Ubaldini
Pensa C., Papachristou N., Dare il cuore a ciò che conta, Arnaldo Mondadori Editore

Psicoterapia e Mindfulness

Epstein M., Pensieri senza pensatore, Ubaldini
Epstein M., Lasciarsi andare per non cadere in pezzi,NeriPozza
Epstein M., La continuità d’essere, Ubaldini
Segal Z., Williams M., Teasdale J., Mindfulness, Boringhieri
Welxood J., L’incontro delle vie, Ubaldini
Siegel D.J.,Mindfulness e cervello, Raffaello Cortina Editore
Bonecchi, A. (1991) (a cura di) Psicoterapia e meditazione, Mondadori, Milano
Schwartz, J. (1997). Il cervello bloccato. Longanesi – Milano
Watts A. W. (1978). Psicoterapie orientali e occidentali. Ubaldini Editore - Roma

Stefania Mele (2010) La relazione mente-corpo. Embodiment, mindfulness, neurofenomelogia.
 di Mele Stefania. Libreriauniversitaria.it  

Bibliografia Mindfulness in età evolutiva

Hanh T.N. “Discorsi ai bambini e al bambino interiore”. Ubaldini Editore 1992
Hayes S.C. , Greco L.A. “Acceptance and Mindfulness Treatments for Children and Adolescents – A Practitioner’s Guide New Harbinger Publications, 2008 
Kaiser Greenland, S. “The Mindful Child”. Free Press, 2010
Meyer F. “Meditations for Children.” Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society, University of Massachusettes Medical School, 2004. (CD)
Myla e Jon Kabat-Zinn, “Il genitore consapevole”. Tea libri, 2006
Myla e Jon Kabat-Zinn, “Benedetti genitori. Guida alla crescita interiore del genitore  consapevole”. Corbaccio, 1999  
Napoli, P.R. Krech, L. C. Holley (2005).  Mindfulness Training for elementary School Students: The Attention Accademy Journal of Applied School Psychology. Vol. 2 (1) 2005 
Saltzman A., “ Still Quiet Place: Mindfulness for Young Children”
Saskia van der Oord, Susan M. Bogels, Dorreke Peijnenburg (2011). The effectivness of Mindfulness Training for Children with ADHD and Mindful Parenting for their Parents.  
Siegel, D. “The whole brain child”, 2011
 
Recensione al libro di Corrado Pensa: “Il silenzio tra due onde

corrado pensa Ho appena finito di leggere un bellissimo e istruttivo libro di Corrado Pensa "Il silenzio tra due onde". Corrado Pensa è uno studioso di religioni orientali, ex docente di Filosofie dell'India alla Sapienza di Roma, psicoterapeuta junghiano che da alcuni anni si dedica esclusivamente a diffondere l'insegnamento buddista nella sua tradizione più antica, la tradizione theravada,  diffusa in particolare nel sud est asiatico.  Sapiente insegnante di meditazione Vipassana, autore di molti testi di dharma,  stimato in Italia e all'estero,  per me  è soprattutto persona gentile e feconda guida spirituale.
 

Video lezione sulla Mindfulness di Jon Kabat Zinn, il padre del Mindfulness Based Stress Reduction (in inglese)
La maggior parte degli articoli scientifici si trova nell'Area Riservata della sezione Studi e ricerche. Per accedere alla Area Riservata devi essere un nostro socio e disporre delle apposite credenziali d'accesso che ti verranno fornite una volta associato.

mindfulness e relazioni

La dottoressa Loredana Vistarini del Centro Italiano Studi Mindfulness ci parla del rapporto tra Mindfulness e relazioni.


Carlson e Shapiro, Piccin editore


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Introduzione di Jon Kabat Zinn
 
Ci dobbiamo congratulare con Shauna Shapiro e Linda Carlson per questa illustrazione estremamente stimolante e chiara di un settore in rapida espansione, delle sue varie origini, degli sviluppi potenziali, delle aree promettenti e degli eventuali elementi di preoccupazione. Entrambe le autrici hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo di questo complesso blocco di ricerche, come anche al concreto utilizzo in campo clinico degli approcci basati sulla mindfulness e alla definizione delle applicazioni emergenti. Per questo, parlano con grande esperienza, data da una profonda competenza, sia nell’arte che nella scienza della mindfulness e ne esplorano le implicazioni per inquadrare in modo nuovo il concetto stesso di guarigione. Ne sottolineano, inoltre, il valore importantissimo per arrivare a una comprensione più profonda di cosa voglia dire essere umani e dei livelli di scelta che sono per noi disponibili nel momento presente.
Per quanto riguarda l’arte della mindfulness, vorrei sottolineare alcuni punti che meritano di essere tenuti a mente nel momento in cui ci apprestiamo a entrare in questo territorio. Primo: insegnare la mindfulness, soprattutto in campo clinico, è davvero una forma d’arte che richiede a chiunque sia coinvolto, il clinico, il paziente o un partecipante a un gruppo, di essere considerato e visto come un essere umano nel suo insieme, al quale riservare tutta la dignità e la sovranità che sono intrinseche a questa condizione – aspetto che il Buddhismo chiama “vera natura” di ciascuno o “natura del Buddha”, “Buddhità”. Questo, naturalmente, è anche il fondamento dell’ontologia medica, del giuramento di Ippocrate. Ed è assiomatico che questo giuramento, e ciò che lo sostiene, debbano essere continuamente indagati e vissuti, in modo pieno e onesto, anche da coloro che decidono di avvicinarsi alla mindfulness e di utilizzarla nel loro lavoro con gli altri. Facciamo bene a ricordare che i nostri pazienti e i nostri clienti ne sanno molto più di noi riguardo a ciò che sta succedendo dentro di loro, anche se non ne sono sempre consapevoli o non si fidano del loro sentire o non conoscono bene le loro stesse capacità. È, quindi, di basilare importanza che anche loro condividano parte delle responsabilità correlate alla gestione della loro salute e del loro benessere. È un lavoro impegnativo e sono loro, quindi, a dover essere coinvolti, stimolati, incoraggiati a coltivare l’attenzione, l’intenzione, la compassione per se stessi, appena iniziano questo percorso interiore sul “non-fare” e qualsiasi sia il contesto dell’intervento. E, sono loro stessi a essere la fonte di energia e di guarigione nella realizzazione di qualsiasi intervento basato sulla mindfulness, anche nel caso di terapie orientate alla mindfulness dove, soltanto, il terapeuta è esperto di mindfulness. Ogni persona ha dentro di sé potenzialità e unicità innate ed è, per sua natura, un “essere miracoloso” che richiede e necessita di riconoscimento autentico e accettazione nel contesto della relazione terapeutica. Non è necessario aggiungere altro. Stiamo trattando qualcosa di molto più profondo delle parole stesse: una consapevolezza, senza parole, relativa alla pienezza dell’essere di ciascuno. L’accettazione positiva e incondizionata di Carl Rogers per i suoi pazienti rappresenta bene quello che anche a noi viene richiesto, quali insegnanti e terapeuti, per proteggere e approfondire quell’holding intenzionale e quel rispetto che sono alla base di ogni buona terapia e allo stesso tempo, di ogni tipo di relazione. Ciò che viene richiesto è la capacità di incarnare tutto questo, al di là di artifici o strategie. Questo vuol dire che diventa inappropriato basarsi su una semplice modalità imitativa soprattutto in questi contesti relazionali di tipo clinico. L’arte consiste nel realizzare una presenza, una mindfulness e una gentilezza consapevoli e corporee, autentiche. Come le autrici hanno evidenziato, queste qualità sono continuamente sviluppate, affinate e comprese meglio attraverso la pratica. È tutto questo che, alla fine, ci trasforma in umili studiosi della nostra stessa esperienza, se abbiamo la volontà di praticare con determinazione, apertura mentale e senso dell’umorismo, specialmente quando ci accorgiamo di quanto siamo fortemente aggrappati, in certi momenti, a pronomi personali io, me, mio.


Dal centro più decaduto e povero della città alla suite di lusso, negli ospedali e nelle prigioni, i corsi del dott. Jon Kabat-Zinn aiutano migliaia di persone malate di stress, di rabbia o tossicodipendenti.
di Lawrence Pintak (fonte: http://www.reteindra.org/BN0399/10.htm)

J
ohn Coolidge era rimasto solo con la sua mente. Paralizzato e sordo a causa di una malattia del sistema nervoso, gli occhi di Coolidge erano il suo unico collegamento col mondo. E ora, per proteggerli, i dottori avevano prescritto che venissero coperti ogni notte con una garza.
Veniva lasciato in completo isolamento, impossibilitato a sentire, impossibilitato a muoversi, a udire, a vedere, impossibilitato anche a respirare senza l’aiuto del respiratore che lo manteneva in vita. Ora ricordando la sua esperienza, Coolidge dice: "La cosa bella era che la mia mente funzionava bene. La cosa brutta era che la mia mente funzionava bene".
Durante le lunghe ore della notte, Coolidge giaceva sveglio e solo, troppo terrorizzato per dormire. Per un altro sarebbe stato come prescrivergli il panico. Ma John Coolidge sapeva come trovare rifugio nell’unica sensazione fisica che gli era rimasta, il respiro.
"Mi era stata insegnata una tecnica di meditazione in cui osservi il respiro: entra l’aria pulita, esce quella impura. Il respiratore muoveva il mio torace su e giù, ed era l’unica cosa solida che mi fosse rimasta", ricorda. A Coolidge la semplice azione di concentrare la consapevolezza sul flusso dell’aria nel suo corpo fornì l’àncora che gli permise di mantenere la mente sotto controllo.
felicitàChi non vorrebbe essere felice!?
 

Caratteristica dell’uomo è quella di cercare di evitare la sofferenza e di ricercare la felicità. 

Ma perché taluni pur essendo più o meno ricchi, più o meno potenti, più o meno attraenti, etc., non sono felici e cercano di avere sempre di più o di essere sempre diversi?

 
Su cosa fa perno la pubblicità, la comunicazione di massa, la società in genere, al fine di suscitare comportamenti di continuo acquisto o di continua ricerca di cose nuove e sempre diverse?


 
la verità
CORRADO PENSA E NEVA PAPACHRISTOU
Arnoldo Mondadori Editore, settembre 2012
 
Ogni libro che apriamo è un mondo che ci viene incontro: di conoscenze, di saperi, di emozioni, che ci possono più o meno coinvolgere. Solo alcuni libri hanno però un pregio particolare: quello di aprirci a noi stessi, fornendoci una chiave per comprenderci meglio e aiutarci a perseguire un cammino interiore che ci porti a trovare la pace, a sintonizzarci sempre più con il bene e a cercare di raggiungere la felicità superando le cause della nostra sofferenza. Dare il cuore a ciò che conta. Il Buddha e la meditazione di consapevolezza  di Corrado Pensa e Neva Papachristou, appena uscito per i tipi della Arnoldo Mondadori, è uno di questi casi fortunati.
 
Personalmente ho avuto il privilegio di esserne la prima lettrice, avendo curato l’editing del manoscritto, e, dopo aver seguito con partecipazione e amicizia lo sbocciare del libro – non a caso un fiore ne adorna la copertina ­ –, mi fa piacere presentarlo su questo numero speciale di “Sati” in occasione dei venticinque anni dell’A.Me.Co., che gli autori - insegnanti guida dell’Associazione – festeggiano con questo loro primo libro a quattro mani. Mi auguro che le mie brevi parole riescano a rendere la profondità del contenuto dei diciotto lunghi capitoli che compongono il volume.
 
Dare il cuore a ciò che contasi presenta come un saggio, ma ha una peculiarità: gli autori, ora insieme ora singolarmente, con l’abilità degli antichi maestri ci prendono per mano e, con calma e quasi con un procedere concentrico, accostando sapientemente insegnamenti e meditazioni guidate, ci introducono nel silenzio della pratica buddhista e della meditazione di consapevolezza.
la verità
Intervento tenuto in occasione del Convegno SIMI "La Medicina Integrata nel paziente oncologico"  Spoleto il 15/16 ottobre 2010
 
Questo intervento scaturisce dalla mia relazione, come psicoterapeuta, con pazienti oncologici.
Relazione particolare ovviamente che mi ha permesso di accedere agli aspetti più intimi del vissuto emozionale ed esistenziale di chi incontra - e a volte se ne accompagna fino alla fine della vita - la malattia, ed assieme ad essa la sofferenza fisica, i profondi cambiamenti , le sfide, il risveglio all’urgenza della ricerca di senso, emozioni dolorose e difficili ed emozioni, sentimenti di grande apertura e gioia.
Pazienti per i quali la malattia diventa l’origine della coltivazione di serenità e saggezza, pazienti che viceversa reagiscono con chiusura, disperazione e grande avversione.
Troviamo una metafora molto efficace utilizzata dal Buddha in uno dei suoi discorsi “Il discorso della freccia” per spiegare la natura della sofferenza.
Le pratiche di meditazione per la coltivazione della consapevolezza che vengono proposte in modo graduale nel protocollo MBSR di cui tratta questo intervento, provengono dalla tradizione buddista, e si fondano sul « grande discorso della presenza mentale » cardine della pratica del buddismo Theravada diffuso oggi in particolare in Asia meridionale, Birmania, Cambogia, Laos e Thailandia da 2500 anni.  
Il Buddha dunque dice 
… l’uomo quando viene toccato da una sensazione dolorosa soffre, si affligge, si lamenta, piange battendosi il petto, entra in uno stato di grande confusione. Sperimenta due tipi di sofferenza: una sofferenza fisica ed una sofferenza mentale.  E’ come se fosse colpito da una freccia e subito dopo fosse colpito da un’altra freccia cosicché percepirebbe i dolori di due frecce …”
Di fronte alle esperienze dolorose che la vita ci fa incontrare esiste allora una  sofferenza data, e poi un’altra sofferenza, che è la reazione automatica avversiva che si avviluppa intorno all’esperienza dolorosa.
la veritàMi piace introdurre questo argomento con una storiella che uso spesso.



 
“Un re in un tempo molto antico, mandò a chiamare tutti coloro che erano nati ciechi. Dopo che questi si furono raccolti in una piazza mandò a chiamare il proprietario di un elefante a cui fece portare in piazza l’animale. Poi chiamando a uno a uno i ciechi diceva loro: questo è un elefante, secondo te a cosa somiglia?
E uno diceva una caldaia, un altro un mantice a seconda della parte dell’animale che gli era stata fatta toccare. Un altro toccava la proboscide e diceva il ramo di un albero. Per uno le zanne erano un aratro. Per un altro il ventre era un granaio. Chi aveva toccato le zampe le aveva scambiate per le colonne di un tempio, chi aveva toccato la coda aveva detto la fune di una barca, chi aveva messo la mano sull’orecchio aveva detto un tappeto. Quando ognuno incontrò l’altro dicendo quello a cui secondo lui somigliava l’animale discutevano animatamente perché ognuno era convinto assolutamente di quello che aveva toccato.
Una serie di riflessioni, piccoli frammenti di esperienza di persone che pur avendo background diversi sono accomunati dalla pratica di coltivazione di consapevolezzaUna serie di riflessioni, piccoli frammenti di esperienza di persone che pur avendo background diversi sono accomunati dalla pratica di coltivazione di consapevolezza.

"Sono tante le ragioni per le quali ci stiamo rivolgendo verso la consapevolezza, non ultima forse l’intenzione di conservare la nostra salute mentale o di recuperare il senso delle proporzioni e o il significato delle cose, o anche solo di tenere testa al tremendo stress e alla grande insicurezza del nostro tempo …in effetti limitarsi a sedere e a stare tranquilli per un po’ di tempo per proprio conto è un atto radicale di amore."
Jon Kabat Zinn

Venerabile S. Dhammika

Traduzione a cura di Enzo Alfano
Titolo originale: Buena Pregunta, Buena Respuesta 
fonte: www.buddhanet.net 
Per libera distribuzione.

Questo testo fu scritto per la prima volta nel 1987 come risposta al crescente interesse in Occidente verso il Buddismo.
Ebbe molto di successo ed è stato tradotto in varie lingue includendo il tamil, il cinese ed il nepalese. 
Usando la forma della domanda e della risposta il monaco Dhammika tratta temi come:
la rinascita, la meditazione, il vegetarianismo, i monaci e le monache, il Buddhismo e l'idea di dio, le scritture buddhiste, il destino, la saggezza e la compassione.
L'autore: Dhammika è nato in Australia nel 1951. Fu ordinato Bhikkhu (monaco buddhista) in India per poi insegnare il buddhismo a Singapore e nello Sri Lanka.


Carcere e meditazione: sono compatibili?
Si può avere libertà interiore quando non si ha libertà fisica?
Risponde un maestro zen di Roma che sta realizzando un progetto molto interessante a Rebibbia. 

Si chiama Dario Doshin Girolami (foto) è un monaco buddhista e dirige il Centro Zen l’Arco di Roma. La formazione di Doshin (in giapponese “Cuore della Via”) è molto particolare perché pur essendo un monaco zen ha ricevuto insegnamenti e iniziazioni anche da grandi maestri di varie tradizioni:  da Corrado Pensa a Thich Nhat Hanh al Dalai Lama.?Yoga Journal lo ha intervistato per chiedergli come questo eclettico percorso lo abbia portato a un’esperienza di grandissimo interesse: la gestione di corsi di meditazione – sia per i detenuti sia per le guardie – nel carcere di Rebibbia a Roma.




Questo testo è uscito - per Franco Angeli – come saggio all’interno di 
un libro del Prof. Franceso Perrone: “Anomalie del comportamento organizzativo: individuare inefficienze e disfunzioni per crescere nella globalizzazione” (Franco Angeli 2011)