Cause
Le cause che determinano questo disagio sembrano comprendere fattori genetici, biologici e ambientali:1
fattori geneticiL’ipotesi che gli attacchi di panico siano dei disturbi genetici (cioè trasmessi geneticamente) è attualmente poco riconosciuta, anche se è possibile che la struttura genetica individuale possa costituire una sorta di predisposizione a sviluppare il disturbo.
2
fattori ambientali
La qualità e la modalità di reciprocità (scambio affettivo) che si sviluppa con le figure di attaccamento (genitori o sostituti) potrebbero creare le basi per l’insorgenza del disturbo in età adulta, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto legato alla rassicurazione/esplorazione.
3
eventi scatenanti
Possono esistere delle situazioni ( cambiamenti o problemi di lavoro, separazioni o lutti, nascita di figli, abusi di alcol o droghe ecc.) che possono innescare la problematica, attivando il disturbo
Epidemiologia
Il disturbo di panico è una sindrome ad alta incidenza epidemiologica, sia di tipo acuto che cronico, ed attualmente costituisce una delle più frequenti e maggiori cause d’invalidità della popolazione. Attacchi di panico sporadici e di lieve entità o pseudo-attacchi in condizioni di stress particolari riguardano il 30-35% della popolazione. In Italia, gli attacchi di panico di interesse clinico si manifestano nel 2-3% della popolazione con un picco maggiore nei giovani (prevalentemente donne) dai 20 ai 35 anni.
Esordio e manifestazioni
L’esordio del disturbo di panico può accadere all’ improvviso, in alcune specifiche circostanze che diventano particolarmente temute: per es. in una piazza, in mezzo alla folla, in un ascensore, sotto una galleria, quando si parla in pubblico, nel traffico, ecc.
Il primo episodio è generalmente di notevole intensità: la persona, avverte in modo acuto, imprevisto e imprevedibile una forte ansia, con sintomi che variano dalla difficoltà di respirazione alla tachicardia, alle vertigini o al senso di svenimento fino alla paura di perdere il controllo di morire.
Evoluzione
Quasi sempre il ricordo di questo primo episodio diviene una pietra miliare nella storia clinica del paziente e si associa alla paura dell’inevitabilità del suo riaccadere, paura che innesca e determina le successive crisi, con cadenza ravvicinata ( nei casi più seri giornaliera o settimanale) La situazione temuta, determina una condizione di fobia ed il soggetto inizia a mettere in atto un evitamento sempre più strutturato verso spazi aperti, come le strade, le piazze, l'autostrada, la guida in automobile o verso luoghi chiusi, come l'ascensore, il traffico,il cinema ecc, fino a sentirsi sicuro solo tra le mura domestiche. L'evitamento non solo non costituisce una soluzione, ma alla lunga determina un ulteriore problema che innesca frustrazione, abbassamento dell'autostima, depressione.
Articoli di approfondimento sono pubblicati nella sezione “Studi e Ricerche”
Leggi anche “I benefici della Mindfulness” e “MBSR”
A cura di: Loredana Vistarini ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) e Bianca Pescatori ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
